Atlante dei dialetti · I.B — Settentrionale gallo-italico (Lombardo occidentale, orientale, alpino e di transizione)
Dialetto bresciano
Varietà lombarda orientale di Brescia e provincia
Storia e territorio
Inquadramento storico-linguistico.
Dialetto bresciano (Varietà lombarda orientale di Brescia e provincia) rientra nella classificazione scientifica della dialettologia italiana all’interno del Sistema gallo-italico — Gruppo lombardo (occidentale insubre, orientale orobico e alpino) (codifica nella Carta dei dialetti d’Italia di Giovan Battista Pellegrini, CNR 1977: I.B — Settentrionale gallo-italico (Lombardo occidentale, orientale, alpino e di transizione)).
A differenza dei dialetti cosiddetti «secondari» nati per differenziazione dalla lingua nazionale, le varietà primarie come dialetto bresciano rappresentano la continuazione storica diretta e ininterrotta del latino parlato localmente in età tardo-antica e altomedievale, modellata dal sostrato prelatino e dai successivi superstrati storici del territorio.
Negli studi dialettologici ufficiali (Atlante Italo-Svizzero di Karl Jaberg e Jakob Jud; Atlante Linguistico Italiano fondato da Matteo Bartoli; Grammatica storica di Gerhard Rohlfs), questa varietà è documentata per la conservazione di tratti fonetici, morfologici e lessicali identitari della propria sub-area geografica.
Fonetica e pronuncia
Tratti fonetici e fonologici distintivi.
Principali fenomeni vocalici e consonantici attestati nella letteratura dialettologica ufficiale per Dialetto bresciano e il suo gruppo linguistico:
- Presenza delle vocali anteriori arrotondate (turbate) /y/ (< Ū latina, es. lüna «luna», mür «muro») e /ø/ (< Ŏ latina in sillaba libera, es. fögh «fuoco», cör «cuore»).
- Caduta generalizzata delle vocali atone finali diverse da -A (apocope gallo-italica: pan «pane», vin «vino», temp «tempo»).
- Lenizione (sonorizzazione o dileguo) delle occlusive sorde intervocaliche latine (-T- > -d- o zero: roda / röa «ruota»; -P- > -v-: cavèi «capelli») e scempiamento di tutte le consonanti geminate.
- Rotacismo ambrosiano storico di -L- intervocalica e distinzione di lunghezza vocalica pertinente in posizione finale nel lombardo occidentale.
- Nel lombardo orientale (bergamasco e bresciano): aspirazione/debuccalizzazione di /s/ in [h] (hura «sopra») e caduta delle nasali postvocaliche finali (pà «pane», vì «vino», cà «cane»).
Grammatica e sintassi
Morfologia, sintassi e struttura del lessico.
Costruzioni sintattiche, fenomeni morfologici e strutture grammaticali caratterizzanti:
- Obbligatorietà dei pronomi clitici soggetto preverbali (milanese ti te cantet «tu canti», lü el canta «lui canta») e inversione interrogativa.
- Negazione postverbale (milanese minga / nò: el vegn minga «non viene»; bergamasco/bresciano mia: el vé mia).
- Scomparsa del passato remoto nel parlato vivo moderno, interamente sostituito dal passato prossimo perifrastico.
- Abbondanza di verbi sintagmatici (costruzioni verbo + avverbio locativo: trà via «buttare», töö sü «raccogliere», mètt giò «posare»).
Apparato critico
Fonti ufficiali e bibliografia di riferimento.
Le informazioni scientifiche di questa scheda sono tratte dai seguenti studi, atlanti linguistici e vocabolari ufficiali (citazioni bibliografiche testuali non linkabili):
- Francesco Cherubini, Vocabolario milanese-italiano, 5 voll., Milano, Imperiale Regia Stamperia, 1839–1856.
- Claudio Beretta, Letteratura dialettale milanese. Itinerario storico-antologico, Milano, Hoepli, 2003.
- Glauco Sanga, Dialettologia lombarda. Lingue e culture popolari, Pavia, Università di Pavia, 1984.
- Antonio Tiraboschi, Vocabolario dei dialetti bergamaschi antichi e moderni, Bergamo, Bolis, 1873.
- Carlo Salvioni, Fonetica del dialetto moderno della città di Milano, Torino, Loescher, 1884.
Consulta anche il repertorio generale nella pagina Fonti ufficiali e bibliografia dialettologica.