Atlante dei dialetti · V.B / V.C — Meridionale estremo (Calabria ultra e Sicilia)
Dialetto vibonese
Varietà calabrese meridionale di Vibo Valentia
Storia e territorio
Inquadramento storico-linguistico.
Dialetto vibonese (Varietà calabrese meridionale di Vibo Valentia) rientra nella classificazione scientifica della dialettologia italiana all’interno del Sistema italo-romanzo meridionale estremo — Gruppo siciliano e calabrese centro-meridionale (codifica nella Carta dei dialetti d’Italia di Giovan Battista Pellegrini, CNR 1977: V.B / V.C — Meridionale estremo (Calabria ultra e Sicilia)).
A differenza dei dialetti cosiddetti «secondari» nati per differenziazione dalla lingua nazionale, le varietà primarie come dialetto vibonese rappresentano la continuazione storica diretta e ininterrotta del latino parlato localmente in età tardo-antica e altomedievale, modellata dal sostrato prelatino e dai successivi superstrati storici del territorio.
Negli studi dialettologici ufficiali (Atlante Italo-Svizzero di Karl Jaberg e Jakob Jud; Atlante Linguistico Italiano fondato da Matteo Bartoli; Grammatica storica di Gerhard Rohlfs), questa varietà è documentata per la conservazione di tratti fonetici, morfologici e lessicali identitari della propria sub-area geografica.
Fonetica e pronuncia
Tratti fonetici e fonologici distintivi.
Principali fenomeni vocalici e consonantici attestati nella letteratura dialettologica ufficiale per Dialetto vibonese e il suo gruppo linguistico:
- Sistema vocalico tonico pentavocalico siciliano (/i, ɛ, a, ɔ, u/) senza distinzione fonologica tra vocali medio-alte e medio-basse.
- Vocalismo atono rigorosamente ridotto a tre timbri (/a, i, u/) sia in posizione intertonica sia in uscita assoluta di parola.
- Articolazione cacuminale (retroflessa) di -LL- > [ɖɖ] (beddu «bello», cavaddu «cavallo»), di TR > [ʈʂ] (tri «tre», strata «strada») e di STR > [ʂʂ].
- Conservazione o metafonia dittongante condizionata (metafonesi siciliana centrale e sud-orientale) in specifiche sub-aree interne e orientali.
Grammatica e sintassi
Morfologia, sintassi e struttura del lessico.
Costruzioni sintattiche, fenomeni morfologici e strutture grammaticali caratterizzanti:
- Uso generalizzato del passato remoto per esprimere azioni compiute anche nel presente immediato, e assenza del futuro sintetico sostituito dal presente indicativo o dalla perifrasi aviri a + infinito.
- Nella Calabria centro-meridionale e nel messinese nord-orientale: perdita dell’infinito dopo i verbi volitivi con uso della particella mu / mi / ma (< lat. MŎDO) + indicativo presente.
- Accusativo preposizionale (costruzione transitiva con a davanti a oggetto diretto animato: vitti a tò frati «ho visto tuo fratello»).
- Posposizione del possessivo con i nomi di parentela e ricchezza di suffissi alterativi e valutativi di matrice romanza, greca e araba.
Apparato critico
Fonti ufficiali e bibliografia di riferimento.
Le informazioni scientifiche di questa scheda sono tratte dai seguenti studi, atlanti linguistici e vocabolari ufficiali (citazioni bibliografiche testuali non linkabili):
- Giorgio Piccitto – Giovanni Tropea – Salvatore Trovato, Vocabolario Siciliano, 5 voll., Catania-Palermo, Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 1977–2002.
- Gerhard Rohlfs, Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria (con repertorio italo-calabro), Ravenna, Longo Editore, 1977.
- Alberto Varvaro, Lingua e storia in Sicilia. Dalle guerre puniche alla conquista normanna, Palermo, Sellerio, 1981.
- Giovanni Ruffino, Profili linguistici delle regioni: Sicilia, Roma-Bari, Editori Laterza, 2001.
- John Trumper, Calabria e Lucania, in Lexikon der Romanistischen Linguistik (LRL), vol. IV, Tübingen, Max Niemeyer Verlag, 1988.
Consulta anche il repertorio generale nella pagina Fonti ufficiali e bibliografia dialettologica.