Lu pinzieri te campa ca lu pane te bìnchia e te lassa
I pensieri ti fanno campare che il pane ti sazia e ti lascia
Atlante dei dialetti · V.A — Meridionale estremo (Salentino settentrionale, centrale e meridionale)
Varietà salentina settentrionale (brindisina di transizione verso il nord-leccese) parlata a San Pietro Vernotico (BR)
Storia e territorio
Il dialetto sampietrano (in locale lu sampitrànu) costituisce una delle più significative varietà di raccordo del sistema dialettale salentino in Terra d’Otranto. Dal punto di vista geolinguistico, San Pietro Vernotico si colloca nettamente a sud del fascio di isoglosse Taranto–Ostuni (la cosiddetta «soglia messapica» individuata da Oronzo Parlangèli e Giovan Battista Mancarella), appartenendo dunque a pieno titolo al dominio italo-romanzo meridionale estremo.
La posizione geografica del centro abitato — storicamente legato sia alla giurisdizione di Brindisi e al feudo vescovile leccese sia agli scambi agricoli e vitivinicoli con la piana nord-leccese — ha modellato una parlata che unisce la struttura fonetica del salentino settentrionale (brindisino) con numerosi tratti lessicali, fraseologici e prosodici del salentino centrale (leccese).
Nel lessico sampietrano si riconoscono con nitidezza i diversi strati della storia linguistica salentina: il fondo prelatino messapico (legato alla geomorfologia carsica e alla flora mediterranea), il profondo sedime greco-bizantino (testimoniato anche sul territorio dalla chiesa altomedievale di San Pietro Apostolo di fondazione basiliana), la base latina rustica di Terra d’Otranto e i successivi apporti normanno-svevi, angioino-francesi e ispano-aragonesi.
Fonetica e pronuncia
Principali fenomeni vocalici e consonantici attestati nella letteratura dialettologica ufficiale per Dialetto sampietrano e il suo gruppo linguistico:
Grammatica e sintassi
Costruzioni sintattiche, fenomeni morfologici e strutture grammaticali caratterizzanti:
Dizionario dialettale
Archivio delle tradizioni
I pensieri ti fanno campare che il pane ti sazia e ti lascia
Arco, colonna e donna sopportano per quanto te ne serve
Se l’asino non vuole bere hai voglia a fischiargli
Ungi di grasso l’asse che la ruota gira
Risparmia la farina quando la matthra è piena
Ci si alza prima caga dove vuole
Appena soffia il vento buttiamo la paglia
Dove ci sono troppi galli che cantano non diventa mai giorno
Mani mozze
La mamma capisce il figlio muto
Il secchio sale e scende dentro il pozzo finché non si rompe l’asula
L'asino se dovesse essere pagato per il suo lavoro, sarebbe il padrone della fattoria
Mamma, mamma si è cotto il pane?
Stai calmo
"Sei un fiore"
Ognuno a casa propria
Piangete bambini, che la mamma ve lo compra
Lasciatemi stare che oggi e una giornata ,No!
Fai bene e dimentica.. fai male e pensaci
Chi sospira non è contento
I guai della pentola li conosce il mestolo
È migliore una civetta di gennaio della migliore gallina del pollaio
Ci vorrebbe un Cristo per ogni persona, dice il contadino.
Quando vedi un capannello di persone non ti fermare: o prendi botte o pesi da portare.
Apparato critico
Le informazioni scientifiche di questa scheda sono tratte dai seguenti studi, atlanti linguistici e vocabolari ufficiali (citazioni bibliografiche testuali non linkabili):
Consulta anche il repertorio generale nella pagina Fonti ufficiali e bibliografia dialettologica.